Ortopedia Vertebrale e Fisioterapia a Lainate

Il Dott. Vito Lavanga, ortopedico e chirurgo vertebrale di Ortho-Next a Lainate, spiega in un breve video con rendering 3D che cos’è la TLIF (Transforaminal Lumbar Interbody Fusion, cioè fusione intersomatica lombare per via transforaminale). È uno degli interventi più usati per trattare stenosi, spondilolistesi e instabilità della colonna lombare quando le terapie conservative non bastano più.

Copertina del video YouTube sulla TLIF del Dott. Vito Lavanga
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TLIF: come liberiamo la radice nervosa e stabilizziamo la colonna, il Dott. Vito Lavanga spiega l’intervento.

Che cos’è la TLIF

La colonna lombare è formata da vertebre separate da dischi intervertebrali. Fra una vertebra e l’altra, ai lati, si aprono i forami di coniugazione: piccoli “canali” da cui escono le radici nervose dirette alle gambe. Quando il disco si consuma, quando una vertebra scivola sull’altra (spondilolistesi) o quando legamenti e articolazioni si ispessiscono, questi spazi si restringono e la radice nervosa viene compressa. Il risultato è dolore alla schiena e alla gamba, formicolio, debolezza e fatica a camminare.

La TLIF raggiunge il disco da dietro e di lato, passando proprio attraverso il forame. Con un unico accesso posteriore consente di fare tre cose: decomprimere i nervi, ricostruire l’altezza del disco e stabilizzare il segmento vertebrale [1], [2].

1. La laminectomia: liberare la radice nervosa

Il primo tempo dell’intervento è la decompressione. Con la laminectomia si rimuove la lamina, cioè la parte posteriore della vertebra che fa da “tetto” al canale vertebrale. Dal lato di accesso si asporta anche la faccetta articolare (facetectomia/foraminotomia). In questo modo si toglie l’osso e il tessuto che schiacciano il nervo, e la radice nervosa sofferente viene liberata e torna ad avere spazio [1], [2].

Il passaggio transforaminale permette di arrivare al disco spostando molto poco il sacco durale e le radici. È uno dei motivi per cui questa tecnica si è diffusa rispetto ad approcci posteriori più tradizionali [2].

2. La gabbia in titanio: mantenere l’apertura

Liberare il nervo non basta: se il disco resta schiacciato, il forame tenderebbe a richiudersi. Per questo si rimuove il disco degenerato e nello spazio fra le due vertebre si inserisce una gabbia intersomatica (cage) in titanio, riempita di osso. La gabbia ripristina l’altezza del disco, mantiene aperto il forame da cui esce la radice e fa da “ponte” su cui le due vertebre si fondono nei mesi successivi [1].

3. Viti peduncolari e barre: stabilizzare la colonna

Per proteggere la gabbia e permettere all’osso di saldarsi, il segmento va bloccato. Si usano le viti peduncolari, che vengono inserite dal posteriore verso l’anteriore, attraverso il peduncolo: il “ponte” di osso robusto che collega la parte posteriore della vertebra al corpo vertebrale. In questo modo la vite attraversa il peduncolo e si ancora saldamente nel corpo della vertebra.

Le viti delle vertebre vicine vengono poi collegate con due barre posteriori, una per lato. Insieme formano un telaio stabile che tiene ferme le vertebre mentre si fondono, con la gabbia al centro e viti e barre dietro [1], [2].

TLIF o PLIF? Cosa dicono gli studi

La PLIF (fusione intersomatica per via posteriore) è la tecnica “sorella” della TLIF. Una revisione sistematica con meta-analisi sui pazienti con spondilolistesi lombare ha trovato risultati clinici paragonabili fra le due tecniche, ma con la TLIF meno complicanze: in particolare meno lesioni durali e meno danni ai nervi, oltre a tempi operatori e perdite di sangue più contenuti [3].

Quando si valuta una TLIF

  • Spondilolistesi degenerativa o istmica con dolore e sintomi alle gambe;
  • stenosi del canale o dei forami associata a instabilità del segmento;
  • ernie del disco recidive o discopatie degenerative selezionate;
  • sintomi che persistono nonostante fisioterapia, farmaci e infiltrazioni.

Non tutti i mal di schiena richiedono un intervento. Nella maggior parte dei casi si parte da esercizio, fisioterapia e terapia conservativa. La chirurgia si propone solo dopo una visita accurata e lo studio di risonanza magnetica e radiografie dinamiche, quando i benefici attesi superano chiaramente i rischi.

Dopo l’intervento

In genere ci si alza dal letto già nei primi giorni. Seguono un percorso di riabilitazione graduale e controlli radiografici, che verificano nel tempo la fusione fra le vertebre. Tempi e indicazioni sono sempre personalizzati.

Visita di chirurgia vertebrale a Lainate con Ortho-Next

Se soffri di dolore lombare che scende alla gamba, di formicolio o di difficoltà a camminare, il Dott. Vito Lavanga può valutare il tuo caso presso Ortho-Next a Lainate e nelle altre sedi in cui opera. Insieme si sceglie il percorso più adatto, conservativo o chirurgico.

Contenuto informativo: non sostituisce la visita medica.

Riferimenti scientifici (PubMed)

  1. Mobbs RJ, Phan K, Malham G, Seex K, Rao PJ. Lumbar interbody fusion: techniques, indications and comparison of interbody fusion options including PLIF, TLIF, MI-TLIF, OLIF/ATP, LLIF and ALIF. J Spine Surg. 2015;1(1):2-18. PMID: 27683674
  2. Cole CD, McCall TD, Schmidt MH, Dailey AT. Comparison of low back fusion techniques: transforaminal lumbar interbody fusion (TLIF) or posterior lumbar interbody fusion (PLIF) approaches. Curr Rev Musculoskelet Med. 2009;2(2):118-126. PMID: 19468868
  3. de Kunder SL, van Kuijk SMJ, Rijkers K, et al. Transforaminal lumbar interbody fusion (TLIF) versus posterior lumbar interbody fusion (PLIF) in lumbar spondylolisthesis: a systematic review and meta-analysis. Spine J. 2017;17(11):1712-1721. PMID: 28647584

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